1. Prima viene il lavoro, poi la pagina
La scheda nasce soltanto dopo un intervento reale. Prima raccogliamo i dati del caso; solo dopo, se il materiale è verificabile e pubblicabile, documentiamo problema, controllo e soluzione.
2. Separiamo ciò che sappiamo da ciò che deduciamo
Il sintomo iniziale non viene presentato come causa. Se una finestra aveva condensa tra le lastre, scriviamo cosa è stato controllato e quale problema è stato effettivamente riscontrato. Se un dato tecnico non è disponibile, resta non disponibile.
3. Le foto devono aggiungere prova, non decorazione
Quando disponibili, usiamo immagini del difetto, del bordo vetro, dell’intervento o del risultato. Evitiamo dati personali, numeri civici, volti, targhe e dettagli che non servono a capire il lavoro.
4. La geografia segue la logistica reale
Una scheda può indicare comune o area operativa perché questo aiuta a capire il contesto. La località viene indicata solo quando è utile a descrivere la logistica del caso e senza suggerire sedi operative inesistenti.
5. Niente recensioni o prestazioni inventate
Non aggiungiamo stelle, giudizi del cliente, risparmi energetici o valori acustici se non esistono dati verificabili. Una buona scheda tecnica può essere utile anche senza trasformarsi in una testimonianza promozionale.
6. Lo schema dati impedisce scorciatoie
Una scheda viene pubblicata solo dopo una verifica interna dei dati disponibili. Le bozze e gli esempi di lavoro non vengono presentati come interventi eseguiti.