1. Le lastre di vetro
Le lastre possono avere spessori e caratteristiche diverse. In base all’obiettivo possono entrare in gioco vetri basso emissivi, stratificati o selettivi. Una composizione utile per il rumore non coincide automaticamente con quella ottimale per il controllo solare.
2. L’intercapedine
Tra le lastre c’è una camera sigillata. La sua dimensione e il gas eventualmente presente sono solo due dei fattori del comportamento del vetrocamera: non vanno letti isolatamente dal resto della composizione.
3. Il distanziatore
La canalina mantiene la distanza tra le lastre e partecipa al sistema perimetrale. Un distanziatore a bordo caldo può modificare il comportamento termico della zona di bordo, ma non ripara un vetrocamera che ha perso la tenuta.
4. La sigillatura perimetrale
Il pacchetto deve restare sigillato. Quando compare condensa stabile tra le lastre, una delle ipotesi da verificare è proprio la perdita di tenuta del vetrocamera. La condensa sulla superficie interna o esterna, invece, è un fenomeno diverso.
5. Coating e prestazioni
Un trattamento basso emissivo o selettivo modifica il comportamento della lastra. La scelta dipende dall’obiettivo: dispersioni invernali, apporto solare, rumore, sicurezza o una combinazione di esigenze.
6. Il serramento pone i limiti
Spessore disponibile, fermavetri, peso, guarnizioni e stato del telaio determinano quali composizioni siano realmente installabili. Per questo non proponiamo una configurazione solo partendo dal nome del vetro.